Effetto Zeigarnik: perché la curiosità può aumentare l’engagement nel marketing?

L’effetto Zeigarnik descrive la tendenza a mantenere più facilmente l’attenzione su attività interrotte o non concluse, ma le ricerche più recenti mostrano che il fenomeno non è così universale come spesso viene raccontato. Nel marketing, il principio più utile è quindi quello di creare una curiosità sufficientemente forte da spingere le persone a cercare la risposta, senza lasciare il pubblico semplicemente frustrato.

  1. Che cos’è l’effetto Zeigarnik?
  2. L’effetto Zeigarnik funziona davvero?
  3. Come applicare l’effetto Zeigarnik nel marketing?
  4. Quali sono gli esempi di effetto Zeigarnik nel marketing?
  5. Come usare la curiosità nelle campagne pubblicitarie?

1. Cos’è l’effetto Zeigarnik?

L’effetto Zeigarnik è il fenomeno psicologico associato alla memoria di attività interrotte o incomplete, studiato da Bluma Zeigarnik nel 1927.

Nel suo studio originale, Zeigarnik analizzò il ricordo di attività completate e interrotte, partendo dall’ipotesi che un compito non concluso mantenesse una sorta di tensione cognitiva. Lo studio originale coinvolse 164 partecipanti individuali, oltre a due esperimenti di gruppo con adulti e bambini.

L’idea alla base è semplice:

attività completata → chiusura

attività interrotta → mancanza di conclusione → maggiore attenzione al compito

È da questo principio che deriva l’idea, oggi molto utilizzata nel marketing, di “open loop”, ovvero lasciare una domanda, un’informazione o una storia parzialmente aperta.

2. L’effetto Zeigarnik funziona davvero?

Sì, esistono evidenze a favore di un effetto legato alle attività interrotte, ma la ricerca contemporanea indica che il fenomeno è più piccolo e meno consistente di quanto suggerisca la sua versione popolare.

Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha analizzato decine di studi sull’effetto Zeigarnik e sull’effetto Ovsiankina, cioè la tendenza a riprendere un’attività interrotta. I risultati mostrano che, utilizzando una delle misure più comuni, le attività interrotte venivano ricordate circa quanto quelle completate; utilizzando un’altra misura, emergeva invece un piccolo vantaggio per le attività interrotte.

3. Come applicare l’effetto Zeigarnik nel marketing?

Nel marketing, il principio può essere applicato creando un “information gap”: si presenta abbastanza informazione da far nascere una domanda, ma non abbastanza da soddisfare completamente la curiosità.

Per esempio:

  • Informazione: “Questo errore sta facendo perdere clienti a molti brand.”
  • Open loop: “Ma qual è l’errore?”
  • CTA: “Scopri come evitarlo.”

Il pubblico ha ora una domanda alla quale vuole dare una risposta.

La struttura può essere sintetizzata così: stimolo → domanda → curiosità → ricerca → risposta

L’obiettivo non è semplicemente nascondere informazioni, ma creare una ragione concreta per continuare l’esperienza.

4. Quali sono gli esempi di effetto Zeigarnik nel marketing?

L’effetto può essere utilizzato attraverso teaser, storytelling, cliffhanger, titoli interrogativi, contenuti seriali e campagne che introducono una domanda prima di fornire la risposta.

Teaser

“Abbiamo cambiato una sola cosa. I risultati ci hanno sorpreso.”

La domanda naturale diventa: “Che cosa avete cambiato?”

Storytelling

Un brand racconta un problema e interrompe la narrazione prima della soluzione.

Social media

Un Reel introduce un risultato senza rivelare immediatamente come è stato ottenuto.

E-mail marketing

L’oggetto apre una domanda che viene risolta nel corpo della newsletter.

Landing page

La headline presenta un problema e la pagina guida progressivamente verso la soluzione.

Serie di contenuti

Il primo contenuto introduce una domanda che viene risolta nel successivo.

Curiosità e clickbait sono la stessa cosa?

No. La curiosità crea una motivazione genuina a scoprire qualcosa, mentre il clickbait utilizza spesso una promessa eccessiva o fuorviante per ottenere un clic.

La differenza fondamentale è ciò che succede dopo il clic.

Curiosity marketing Clickbait
Crea una domanda reale Esagera la promessa
Mantiene la promessa Può deludere
Porta verso un’informazione utile Punta principalmente al clic
Costruisce interesse Può danneggiare la fiducia
Può aumentare engagement Può aumentare bounce e frustrazione

Per questo il principio dovrebbe essere: creare un gap informativo → promettere una risposta → fornire realmente quella risposta.

5. Come usare la curiosità nelle campagne pubblicitarie?

Nell’advertising, la curiosità può essere utilizzata per aumentare l’interesse iniziale verso un annuncio, soprattutto quando la domanda introdotta è rilevante per il target.

Un possibile schema è: Problema → elemento inatteso → domanda → soluzione → CTA

Per esempio:

“Perché alcune campagne con lo stesso budget generano risultati completamente diversi?”

La domanda identifica immediatamente un problema per il target e crea una motivazione per scoprire la risposta.

La curiosità, quindi, non sostituisce la proposta di valore: la introduce.

Fonti

  1. Ghibellini, R. & Meier, B. — “Interruption, recall and resumption: a meta-analysis of the Zeigarnik and Ovsiankina effects”Humanities and Social Sciences Communications, 1 luglio 2025. Fonte principale per aggiornare scientificamente il concetto di effetto Zeigarnik.
  2. Vogl et al. / Current Psychology — “A meta-analytic investigation of the impact of curiosity-enhancing interventions” — pubblicato il 2 maggio 2022. Meta-analisi di 41 studi e 4.496 partecipanti sull’efficacia degli interventi che aumentano la curiosità.
  3. Tang et al. — “The differences and similarities between curiosity and interest: Meta-analysis and network analyses”Learning and Instruction, 2022. Meta-analisi di 24 studi sul rapporto tra curiosità e interesse.
  4. Radhakrishna, P. & Padakannaya, P. — “Mnemonic benefits of state curiosity: A meta-analysis”Psychonomic Bulletin & Review, 26 febbraio 2026. Meta-analisi di 47 studi indipendenti sul rapporto tra curiosità e memoria.
  5. Schutte, N. S. & Malouff, J. M. — “A Meta-Analysis of the Relationship between Curiosity and Creativity”The Journal of Creative Behavior, 2020. Meta-analisi di 10 studi e 2.692 partecipanti.
  6. Zeigarnik, B. — “On Finished and Unfinished Tasks”Psychologische Forschung, 1927. Studio originale da cui deriva il concetto di effetto Zeigarnik.

 

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Pubblicato: 3 luglio 2026
Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026

FAQ su Effetto Zeigarnik

Cos'è l'effetto Zeigarnik?

L'effetto Zeigarnik descrive il fenomeno associato alla memoria e all'attenzione verso attività interrotte o incomplete, studiato da Bluma Zeigarnik nel 1927.

L'effetto Zeigarnik è stato confermato dalla ricerca scientifica?

La ricerca più recente mostra che l'effetto è meno consistente di quanto suggerisca la sua versione popolare. Una meta-analisi del 2025 ha trovato risultati variabili a seconda del metodo utilizzato per misurarlo.

Perché l'effetto Zeigarnik è importante nel marketing?

Il principio può essere applicato per creare open loop e domande che stimolano l'utente a continuare a leggere, guardare o cercare una risposta.

Cos'è un open loop nel marketing?

Un open loop è una situazione narrativa o informativa in cui viene introdotta una domanda o un'informazione incompleta che spinge il pubblico a continuare l'esperienza per ottenere la risposta.

L'effetto Zeigarnik aumenta le conversioni?

L'effetto Zeigarnik non garantisce una conversione. La curiosità può aumentare attenzione e coinvolgimento, ma la conversione dipende anche dalla rilevanza dell'offerta, dalla qualità del contenuto e dalla CTA.

Qual è la differenza tra curiosity marketing e clickbait?

Il curiosity marketing crea una domanda reale e mantiene la promessa fatta all'utente, mentre il clickbait può utilizzare promesse esagerate o fuorvianti principalmente per ottenere un clic.

Come si usa l'effetto Zeigarnik sui social media?

Sui social può essere utilizzato introducendo una domanda, un problema o un'informazione incompleta e fornendo successivamente una risposta attraverso il contenuto.

Come usare la curiosità nel content marketing?

La curiosità può essere utilizzata per introdurre domande, teaser, storytelling, titoli interrogativi e contenuti seriali, purché la promessa iniziale venga poi soddisfatta con informazioni realmente utili.

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