A novembre 2025 Chiara Ferragni lancia la sua prima candela profumata, “It’s Gonna Be Incredible”, venduta a 39,90 € e disponibile in negozi selezionati di Milano oltre che online. L’influencer con questo prodotto segna l’ingresso del suo brand nel mondo dell’home decor. Il lancio è stato accompagnato da critiche sui social per il prezzo, la strategia di marketing e di posizionamento adottata. Questo lancio è stata la scelta giusta per risollevare il suo brand ormai in forte declino?
- Chiara Ferragni “Rivoluzione Romantica” o marketing disperato?
- Chiara Ferragni lancia la sua candela sui social
- Chiara Ferragni cambia strategia dopo il “Pandoro-gate”
- Rebranding di Chiara Ferragni: Top o Flop?
1. Chiara Ferragni “Rivoluzione Romantica” o marketing disperato?
Prima del lancio della candela, Chiara Ferragni aveva tentato di rilanciare il brand con “Rivoluzione Romantica”, una capsule collection nata dalla collaborazione con un brand esterno con capi come felpe, t-shirt e cappellini pensati per un target di pubblico giovane. Tuttavia, molti esperti del settore hanno ampiamente criticato questa scelta definendola un vero e proprio flop.
Alcuni media hanno definito questa collaborazione un “marketing disperato”, sottolineando l’incoerenza tra ciò che il marchio era e ciò che è diventato. Sia il design che la strategia di marketing utilizzata, non hanno contribuito a rilanciare la reputazione del brand dopo il calo di vendite causato dallo scandalo “pandoro-gate”. Al contrario, hanno indebolito ulteriormente le basi su cui costruire un possibile rilancio dell’immagine.
2. Chiara Ferragni lancia la sua candela sui social
Il lancio della candela di Chiara Ferragni sul mercato ha portato i critici ad evidenziare un limite strutturale. Secondo gli esperti promuovere una candela profumata solo sui social impedisce ai consumatori di provare la fragranza prima dell’acquisto, indebolendo l’efficacia dello storytelling sensoriale. Questa scelta limita la credibilità dell’offerta, soprattutto perché si punta su sensazioni olfattive ed emotive.
La fragranza viene descritta come avvolgente con note di caramello, latte e vaniglia ma la critica definisce il prodotto standard e venduta a prezzo elevato grazie al valore del nome e all’influenza mediatica dell’influencer, non presentando nessun valore aggiunto in termini di qualità. La scelta di un packaging nero lucido, con uno stemma araldico e le iniziali “CF”, segnano un tentativo di branding più adulto e sofisticato, lontano dal glitter del passato e volto a conferire al prodotto un’immagine più matura. Il problema? Chiara Ferragni si è improvvisamente trasformata in un marchio di “home lifestyle” senza costruire un ponte credibile tra le due anime, quella del passato e quella del futuro.
3. Chiara Ferragni cambia strategia dopo lo scandalo “Pandoro-gate”
Il lancio della candela di Chiara Ferragni, appare come una strategia di diversificazione per recuperare fiducia dopo il calo delle vendite e il danno reputazionale dovuto allo scandalo “Pandoro-gate”. L’obiettivo è rivolgersi a un pubblico più ampio e trasversale, interessato a comfort domestico e home decor, ma la strategia rischia di sembrare improvvisata e poco coerente con l’immagine consolidata del brand. Il prezzo di 39,90 € ha suscitato numerose critiche, soprattutto tra gli utenti di TikTok e Instagram, che hanno ironizzato sulla poca convenienza rispetto alla qualità percepita. Chiara Ferragni ha reso la candela disponibile non solo online, ma anche in negozi selezionati a Milano, cercando di offrire al pubblico un’esperienza reale di contatto con il prodotto.
Tuttavia, la distribuzione limitata rischia di confinare il prodotto a una nicchia ristretta, rendendo difficile un vero rilancio commerciale. Molti osservatori lo interpretano come un tentativo di diversificazione per recuperare reputazione, ma con evidenti rischi. Infatti il target della moda non coincide automaticamente con quello dell’home decor, e il prezzo elevato può scoraggiare nuovi acquirenti. Il lancio appare improvvisato e poco curato nel marketing, senza la struttura di una campagna pensata per un nuovo segmento, le probabilità di convertire questo progetto in un asset serio sono scarse.
4. Rebranding di Chiara Ferragni: Top o Flop?
Ogni nuovo lancio firmato Chiara Ferragni, sembra generare più polemiche che apprezzamento. Sui social, gli utenti discutono del prezzo, della fragranza “inaccessibile” senza prova diretta e della scelta di promuovere un prodotto domestico tramite TikTok. Paradossalmente, l’attenzione negativa aumenta il traffico online, ma non garantisce che il prodotto diventi davvero desiderabile o sostenibile a lungo termine.
Il prodotto rischia di essere un esperimento estetico piuttosto che un successo concreto. La candela sembra nata più come tentativo di salvataggio dell’immagine che come vera innovazione di prodotto, è stata sfruttata anche per rilanciare gli altri prodotti del brand a prezzi scontatissimi. Non basta un cambio repentino per recuperare la fiducia di un pubblico che ormai associa Chiara Ferragni ad un’idea ben precisa. Sono necessari un posizionamento credibile, un’offerta coerente e soprattutto una comunicazione trasparente.
La candela “It’s Gonna Be Incredible” rischia di essere percepita non come un nuovo capitolo credibile, ma un esperimento di un brand in difficoltà. L’home decor potrebbe non bastare per salvare un nome che per molti è già in crisi.
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